Non ha più freni Roberto Vannacci che sta volando nelle preferenze con il suo partito Futuro Nazionale, al netto di alcuni episodi controversi.
Non solo la recente querelle sui filmati dei vannacciani durante il voto segreto alla Camera. Il Generale Roberto Vannacci è reduce da un altro episodio controverso che lo ha visto diretto protagonista. Il politico e leader di Futuro Nazionale è stato sul palco di Pescara per un comizione di FN dove non si è fatto mancare applausi ma anche diverse critiche per un insulto rivolto alla sinistra.

Vannacci sul palco a Pescara: l’insulto e cosa è successo
Momenti di forte contrapposizione politica hanno caratterizzato il comizio di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che ha fatto tappa a Pescara per il suo primo appuntamento in Abruzzo. L’incontro si è svolto in un clima di tensione, alimentato sia dagli interventi dal palco sia dalla presenza di un gruppo di manifestanti contrari all’iniziativa.
Durante il suo discorso, Vannacci ha pronunciato una battuta destinata a suscitare polemiche anche sui social network. Riferendosi a chi richiama i simboli della falce e del martello, ha affermato che, a suo giudizio, non li avrebbe mai realmente utilizzati e ha aggiunto un commento sui calli alle mani, sostenendo che qualcuno potrebbe averli, ma per ragioni diverse da quelle legate al lavoro. Evidente, in questo caso, il riferimento alla sfera sessuale.
La contestazione e la reazione
A contestare il leader di Futuro Nazionale è stato un gruppo composto da circa cento persone, che ha accompagnato la protesta con slogan antifascisti come “Fascisti, tornate nelle fogne” e con il canto di “Bella Ciao”. I manifestanti hanno inoltre esposto alcuni striscioni, tra cui “Futuro Nazionale, servi del capitale” e “Gramsci vive (e lotta insieme a noi)”.
Per evitare il contatto tra i sostenitori presenti al comizio e i contestatori, le forze dell’ordine sono intervenute predisponendo un cordone di sicurezza. Gli agenti, schierati in assetto antisommossa, hanno impedito che la situazione degenerasse.
Dal palco, Vannacci ha risposto ai manifestanti ripetendo tre volte l’espressione “Me ne frego”, frase storicamente associata al fascismo e già utilizzata in precedenza da Gabriele D’Annunzio, prima di essere adottata dal regime. Al termine della manifestazione, il leader ha commentato con ironia la protesta, sostenendo che i contestatori avessero reso la serata più divertente e paragonando la scena a quella di uno zoo. L’evento si è concluso, per fortuna, senza scontri fisici, grazie al dispositivo di sicurezza predisposto dalla polizia, pur mantenendo un clima di forte contrapposizione.